Lodi 3 giugno 2008 - trovi in fondo alla pagine gli ultimi articoli - ritorna alla pagina principale
Di seguito vengono riportati alcuni articoli apparsi sul Cittadino, quotidiano del Lodigiano e del sud Milano, che informano sulla gara di solidarietà partita nel Lodigiano per dare un aiuto concreto a Fabio
Per donazioni intestare alla Parrocchia di Cadilana- Corte Palasio (LO)
Credito
Cooperatvo Laudense – Agenzia di Corte Palasio
IBAN : IT90R0879433040000000515295 – Causale per Fabio
Corte Palasio. La mamma: «Mio figlio non parla e non
cammina. Abbiamo
bisogno di soldi per farlo diventare normale»
Appello di solidarietà per salvare Fabio
«Solo se va negli Stati Uniti il nostro bimbo di
3 anni può salvarsi»
Corte Palasio Sbadiglia Fabio. Ha sonno. La testa
casca all'indietro.
Non la sa controllare. Ha appena mangiato, ma non ha usato la forchetta. Non
gli è servito il biberon e neanche la bocca. Ha preso una pappa liquida,
bianca, già pronta, attraverso un sondino collegato allo stomaco. Fabio è
così. Ha una malattia che non gli consente di mangiare normalmente. Non
cammina e non parla.Fissa la baby sitter con i suoi sottili occhi scuri. Poi
si allarga in un sorriso che spezza il cuore : ha visto la copertina del suo
cartone preferito. Ha tre anni e la sindrome di West, un'epilessia grave che
colpisce un bambino su 150 mila. Oltre ad essere epilettico non cammina, non
parla, non controlla il capo e non afferra gli oggetti. Gli hanno messo una
valvola nello stomaco per farlo mangiare: il cibo gli finiva nei polmoni e
gli venivano sempre le broncopolmoniti. Ha rischiato di morire. I genitori
Vittorio e Michelina Muroni, che vivono a Cadilana, frazione di Corte Palasio, sono disperati. Hanno deciso di uscire dall'isolamento e lanciare
un appello di solidarietà. Rivolgersi al cuore grande dei lodigiani per
portare il bambino in America e ridargli un futuro. «Qui in Italia lo
considerano spacciato - commenta la mamma di fabio -. La nostra vita è un
inferno. Tanto vale tentare questa cura praticata in Florida. Lì nostro
figlio potrà entrare in camera iperbarica per l'ossigenoterapia e fare
fisioterapia. Gli specialisti hanno detto che potrà diventare un bambino
normale. Abbiamo visto il caso di Riccardo Pio, aiutato da Al Bano, dell'altro
Riccardo e di Francesco».La storia di Fabio, dice la mamma, è legata alla
sua vita intrauterina, anche se i medici non lo confermano. «Ero alla
32esima settimana di gravidanza - racconta ancora piena di collera - stavo
camminando per strada e stavo benissimo. Non so perché mi è venuto in mente
di andare a fare un tracciato. In ospedale mi hanno visitata ed ero già
dilatata di 4 o 5 centimetri. "Dobbiamo farla partorire", mi hanno
detto in
reparto. Poi mi hanno sottoposto al tracciato. L'ostetrica però finiva il
suo turno, mentre usciva e mi salutava dal corridoio ha lanciato un'occhiata
veloce al tracciato. Ha urlato ed è corsa subito a chiamare i colleghi.
Immediatamente la mia stanza si è riempita di medici. Era scomparso il
battito cardiaco. Cosa sta succedendo? Niente, niente. Poi il cuore ha
ripreso a pulsare e mi hanno fatta partorire in modo naturale, il giorno
dopo. Era il 29 maggio. Ora ho contattato un'associazione per la tutela dei
malati. Voglio capire se ci sono dei margini per presentare una denuncia.
Quando è nato Fabio pesava 3 chili, ma aveva il viso completamente nero. Poi
l'hanno messo nell'incubatrice». Quando è tornato a casa, il bimbo non
riusciva a prendere peso. «Mi sono accorta che scuoteva la testa - racconta
la mamma - allora l'ho portato dai medici, ma non capivano che cosa avesse.
Mi sono rivolta a Lodi, ho chiesto un encefalogramma, mi hanno chiamata alle
cinque della mattina: "Signora venga in ospedale con suo figlio, subito: ha
una forma di epilessia grave". La mia è una vitaccia». È napoletana
Michelina. Meno male. Forse lo spirito mediterraneo, positivo, le dà la
forza per andare avanti. «Qui solo u Signore fa sti miracoli - dice -. Da
quando è nato Fabio sono in ospedale con lui una media di 6, 7 volte all'anno.
Spesso ha la broncopolmonite, ha avuto problemi di pressione. Poi gli hanno
messo il sondino e ha rischiato l'infezione. Sono stata a Pisa, Napoli, al
Gaslini, a Roma, Caserta e ora sono seguita dalla clinica De Marchi di
Milano». Due volte la settimana Fabio fa fisioterapia e nuoto alla
fondazione Danelli. «Purtroppo - lamenta la mamma - due ore per lui sono
poche. Tre volte al giorno deve fargli l'aerosol, mettergli la mascherina
per dilatargli i polmoni, schiacciargli la gola per farlo tossire e lavargli
il naso con una pompetta di gomma. Per la cura americana servono circa 240
mila euro all'anno. Mio marito Vittorio però è operaio, interinale. Gli
hanno rinnovato l'incarico per un anno. Prende 800 euro. Campa cavallo. Come
facciamo? Io facevo le pulizie all'Asl, ma ho preso un permesso di due anni
concesso ai genitori di figli disabili. Per accudire il mio bambino». Chi
non l'avrebbe fatto? Fabio ora si è tranquillizzato e dorme con le braccia
abbandonate intorno al collo di Michelina. In attesa di un futuro
migliore.Cristina Vercellone
Corte Palasio
Una speranza in più per Fabio Muroni. Viene dal parroco di Cadilana don Luigi
Avanti che proprio oggi aprirà un conto corrente per la raccolta fondi
destinata ad aiutare la famiglia del bimbo di tre anni, che è affetto da una
grave malattia. Già decine di chiamate e lettere sono arrivate alla sede della
nostra redazione per aiutare il piccolo, colpito dalla sindrome di West, una
forma grave di epilessia sintomatica. Tutti vogliono aiutare Fabio, raccogliere
i soldi e mandarlo in Florida all’Hbo di Fort Lauderdale, un centro
specializzato nel quale la Medicina tradizionale cinese viene associata
all’ossigenoterapia e alla fisioterapia intensiva. Fabio non cammina, non
parla e mangia attraverso un sondino collegato direttamente allo stomaco. Non
riesce ad afferrare gli oggetti e a reggere la testa. I genitori, Michelina e
Vittorio, si sono rivolti a Gaudenzio Garozzo, un medico che insegna medicina
riabilitativa all’università la Sapienza di Roma. Il professore, specialista
in medicina tradizionale cinese, ha un centro a Caserta, mentre coordina un
gruppo di medici all’Hbo. «L’abbiamo conosciuto perché abbiamo letto che
Riccardo, un bambino come Fabio, è in cura dal dottore e sta per volare in
America a farsi curare - racconta la mamma -. So che si sono ottenuti dei buoni
risultati. Qua in Italia le camere iperbariche non vengono più realizzate dopo
l’incidente al Niguarda di qualche anno fa. Per la medicina ufficiale
italiana, mio figlio è dato per spacciato, quindi tentiamo questa strada. Poi
chi lo sa, solo Dio può fare dei miracoli». Come al solito, in medicina, ci
sono diverse scuole di pensiero e nei confronti della medicina tradizionale
cinese vengono nutrite ancora un po’ di riserve. I neurologi di Lodi
contattati preferiscono non pronunciarsi perché non conoscono il caso, nutrono
un po’ di timori sul fatto che si tolgano i farmaci per l’epilessia,
pensando a quanto è successo nei giorni scorsi a Udine alla ragazzina
diabetica, e sulla validità scientifica del metodo impiegato. Francesco Avaldi,
però, che è medico di famiglia dell’Asl di Lodi ed esperto in omeopatia ha
un’opinione positiva della medicina cinese. «L’agopuntura - dice - è una
buona cura. È in grado di riattivare i meridiani che sono i canali
dell’energia, una via preferenziale per la trasmissione nervosa. Dal punto di
vista medico scientifico, quindi, si tratta di un approccio plausibile. Nel
merito non posso esprimermi perché non conosco il caso e neanche i medici che
se ne occuperanno. Speranza che Fabio ritorni a parlare e camminare? Non so,
come faccio a dirlo. La speranza è legata alle decisioni di Dio, l’approccio
della medicina tradizionale cinese però è buono». In attesa dell’apertura
del conto corrente, chi volesse fare donazioni può rivolgersi direttamente al
parroco, ai numeri:
338 3421021 ;
0371 424056 .Cristina
Vercellone
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Corte Palasion Servono fondi per le cure al
bimbo affetto da paralisi cerebrale |
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Già iniziata la gara di solidarietà per
dare una speranza a Fabio |
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Corte Palasio L’obiettivo è spingere il cervello del piccolo Fabio Muroni a funzionare. Attraverso l’ossigenoterapia, l’agopuntura e la riabilitazione. Ad intervenire è il professor Gaudenzio Garozzo di Caserta, attualmente in Cina come responsabile di un progetto dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della salute sull’ictus cerebrale in medicina tradizionale cinese. Il medico vuole salvare la vita al piccolo Fabio di Cadilana che non parla e non cammina ed è affetto dalla sindrome di West, una grave forma di epilessia. Fabio dovrebbe partire per Fort Lauderdale, in Florida, almeno per sei mesi. Però servono 97mila euro, alloggio compreso, almeno per questo primo periodo, ai quali si aggiungono il costo del biglietto aereo e il vitto dei genitori. Una bella cifra, ma la solidarietà dei lodigiani si è già messa in moto. Al momento, infatti, non è possibile dire se dopo i primi sei mesi Fabio dovrà tornare ancora in America e continuare il trattamento. Allora serviranno altri soldi. Il parroco don Luigi Avanti, ieri ha aperto un conto corrente presso la Banca di Credito cooperativo laudense di Corte Palasio, intestato alla parrocchia. Numerose le telefonate e le mail arrivate alla redazione e al sacerdote per avere informazioni su come aiutare la famiglia, a partire dagli Amici di Serena all’associazione “Assistenza sanitaria. Infortuni e invalidità permanente da malattia” di Milano. I vigili del fuoco stanno organizzando una mega manifestazione a giugno per raccogliere fondi e anche Simone Nervi, l’elettrauto di San Colombano vorrebbe organizzare la tradizionale manifestazione del 30 maggio con le auto e le moto americane a favore di Fabio. «Mi farebbe piacere - commenta Nervi - sono papà anch’io da un anno». Un bambino «affetto da paralisi cerebrale - commenta Garozzo - è un paziente considerato gravissimo dalla medicina occidentale. Non esistono cure e il trattamento farmacologico tende solo ad attenuare la sintomatologia (attacchi epilettici, incapacità a controllare feci ed urine, incapacità a controllare la colonna vertebrale e il capo, difficoltà nella deglutizione, afasia o disfasia, spasticità e altro). Non essendoci una cura perché la medicina non riesce ad avere nessun controllo sul cervello danneggiato, si ritiene che questi bambini non possano avere un futuro roseo. Da più di vent’anni mi occupo di medicina tradizionale cinese anche essendo un medico occidentale e insegnando alla Sapienza di Roma. La paralisi cerebrale esisteva già millenni fa e i cinesi la curavano con ottimi risultati. Il compito nostro non è solo cercare di eliminare i farmaci che questi bimbi sono costretti ad assumere per controllare la sintomatologia patologica, ma anche cercare di spingere il cervello a funzionare nuovamente. Questo la medicina tradizionale cinese molto spesso riesce a farlo. Ciò dovrebbe portare in anni di trattamento a recuperare parte del tempo perso, a non effettuare nessun trattamento curativo se non uno sintomatico (quello occidentale)». In Italia si potrebbe fare tutto, ma dopo lo scoppio di due camere iperbariche ad ossigeno, queste da noi sono vietate. E poi l’Asl qui non permette più di un’ora al giorno di fisioterapia intensiva. Ecco allora la necessità di inviare i pazienti in America, spiega Garozzo. «Normalmente - aggiunge il medico - i bambini che io tratto tornano in Italia per un certo periodo in modo che io li possa controllare e trattare, visto che conosco bene la medicina tradizionale cinese. Noi cerchiamo e cercheremo di far recuperare a Fabio tutto il possibile. Per qualche bimbo ci siamo riusciti e ci stiamo riuscendo, ma non sempre tutte le ciambelle riescono con il buco. Speriamo che il nostro impegno e quello dei colleghi americani possano regalare a Fabio e alla sua famiglia la felicità che si meritano».Per collaborare nella corsa alla solidarietà ecco le coordinate internazionali (Iban) del conto: codice paese: IT,; Cin Iban: 90; Cin Bban: R; Abi 08794; Cab: 33040; conto: 000000515295. Coordinate bancarie nazionali, Bban: Cin Bban: R; Abi: 08794; Cab: 33040; conto: 000000515295. Specificare nella causale che si effettua una donazione per Fabio. Cri. Ver. |
| Raccolta fondi per il bimbo di Cadilana affetto da deficit neurologico | |
| Centauri e “bikers” riuniti insieme per dare una mano al piccolo Fabio | |
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n Personaggi bizzarri e persone assolutamente normali. Con la bandana in testa, il giubbotto di pelle addosso e soprattutto la stessa identica passione che li trasporta. Sia metaforicamente che materialmente: le motociclette. Soprattutto quelle americane, tra le quali ovviamente le mitiche Harley Davidson che tanto fanno sognare traversate “coast-to-coast”, dall’Atlantico al Pacifico lungo la leggendaria Route 66, negli Stati Uniti. Un clima di festa che celebrava la passione per i motori quello che si respirava venerdì scorso a Lodi presso il locale T-Jane, lungo la via Emilia, in occasione della 4° edizione della Recall of the bikers che però quest’anno è stata arricchita da un lodevole scopo benefico. Aiutare il piccolo Fabio Muroni, bambino di Cadilana affetto da un grave deficit neurologico, a realizzare il proprio viaggio oltreoceano, destinazione Florida, per poter ricevere le costosissime cure che potrebbero aiutarlo a guarire e a vivere così una vita normale. L’organizzatore dell’evento, Simone Nervi, diventato padre da un anno, leggendo la storia di Fabio ha preso molto a cuore la raccolta di fondi e ha così accolto l’appello del parroco di Cadilana, don Luigi Avanti, che aveva esortato ad organizzare eventi in favore di Fabio. «Qualche chilometro in più per il piccolo Fabio», questa la frase scelta per sensibilizzare i partecipanti alla raccolta di fondi. La sensibilità di certo non è mancata, con oltre cento motociclisti accorsi ed anche qualche possessore di fantascientifiche super car americane, tra le quali Buick, Plymouth, Cadillac e la straordinaria Ford Gran Torino rossa del ’75, la macchina di Starsky e Hutch. La presenza di questi bolidi a due e quattro ruote ha attirato sul posto molti visitatori ed anche alcuni passanti, che transitando sulla via Emilia, incuriositi, hanno deciso di fermarsi. Il tutto nonostante il cielo coperto che non ha rinunciato a rilasciare qualche goccia di pioggia, ma che fortunatamente non ha rovinato la manifestazione, iniziata alle 21 e proseguita per qualche ora. Alla fine sono stati assegnati premi speciali per le moto e le macchine giudicate più belle mentre le offerte per Fabio venivano raccolte in un botte di plastica. La somma raggiunta ieri sera ammonta a circa 700 euro, meno di quanto si augurassero gli organizzatori che però non demordono e sono pronti ad impegnarsi ancora per aiutare lo sfortunato bambino. Si sta infatti pensando ad una sorta di staffetta benefica tra i vari raduni motociclistici dove Simone Nervi e la moglie Angela Bossoni andranno con la cassetta riservata alla raccolta pro-Fabio. Il prossimo appuntamento è già fissato per il 12 luglio presso il locale “Km298” a Lodi (via Emilia, vicino al Medical Center) in occasione del raduno dei Vipers. Perché il sogno americano di Fabio diventi realtà. Andrea Secondi |
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