Cesare Previti

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Nato a Reggio Calabria il 21.10.1934, sposato, padre di quattro figli, Ŕ avvocato predestinato al successo fin dalla laurea in giurisprudenza conseguita con lode ancora giovanissimo.

Nel 1971, la professione lo avvicina ad un giovane imprenditore milanese, Silvio Berlusconi.

A Roma un anno prima il marchese Camillo Casati Stampa ha ucciso la moglie Anna Fallarino e il suo amante, poi si Ŕ tolto la vita. L'unica erede, Annamaria, ha appena 19 anni. Previti la assiste legalmente e si incarica della mediazione con Berlusconi per la compravendita della settecentesca residenza familiare ad Arcore.

La villa, 3mila 500 metri quadri, circondata da un parco immenso passa di mano per un prezzo vantaggioso: 500 milioni. Negli anni '80 Previti diventa avvocato di grido: civilista puntiglioso e documentatissimo, spigliato in aula quanto a suo agio fra i protagonisti che contano della vita economica e politica della capitale. Dal suo studio legale passano cause importanti, nella sua abitazione di piazza Farnese Ŕ ospite raffinato e ammirato. Nel suo studiolo, dopo la vittoria di Forza Italia alle elezioni del '94, Antonio Di Pietro riceve e respinge l'offerta di diventare ministro nel primo governo Berlusconi.

Dotato di note capacitÓ organizzative, Previti Ŕ incaricato da Berlusconi di coordinare i club azzurri di Forza Italia. GiÓ ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi, quando era stato a lungo in predicato per il dicastero della Giustizia, alle elezioni del 1996, Previti lascia il collegio senatoriale e passa alla Camera. Finisce nel mirino della Procura di Milano pi¨ volte, sostanzialmente sempre per la stessa ipotesi di reato: corruzione in atti giudiziari. E' lui, sostiene l'accusa, che ha pagato i giudici di Roma per orientare le sentenze Cir-Sme, Imi-Sir e lodo Mondadori.

Duro, spregiudicato, inflessibile. Ma anche sottile, acuto, abile nell'agone politico. Previti si difende in tribunale e fuori dal tribunale, chiamando in causa pi¨ volte le Camere per le richieste di autorizzazione a procedere avanzate dalla Procura di Milano. Fra i magistrati del Pool, certo, non ha i legami di amicizia che vanta a Roma. Da Milano partono le rogatorie internazionali per scandagliare i suoi movimenti finanziari: nel giugno 2002 i pm ottengono finalmente le carte inseguite da tempo da Svizzera e Bahamas.Provano, sostengono, che il senatore ha alimentato fra '93 e '97 un conto aperto presso la Darier Hentsch Bank di Nassau. Ma lui smentisce: quei soldi non sono suoi.

Per Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, alla Darier Previti ha versato i fondi neri che servivano a pagare sistematicamente i giudici romani. Dai documenti dei pm riemergono operazioni su operazioni, gestite da Charles P. LÚpicier e Antoine P. Fripier: pseudonimi, sostengono i magistrati, che celano lo stesso Previti. La registrazione dei nomi di copertura presso la banca Ŕ dell'11 marzo '93, con una dichiarazione firmata da Previti a Ginevra. I soldi dalle Bahamas alla Svizzera partono due settimane dopo: due versamenti da 100 mila dollari destinati al Credito Svizzero di Ginevra, "riferimento Pallino". E ancora, il 26 maggio, altri due versamenti di 25 mila dollari.

Le carte mostrano anche movimenti di natura finanziaria dell'avvocato: circa 6 milioni di dollari investiti in operazioni a breve termine, un po' meno in obbligazioni sul lungo termine. Traffici poco chiari? Per Previti chiara Ŕ l'intenzione della procura e del tribunale di Milano di incastrarlo nella vicenda Sme-Ariosto come nelle altre: ''C'Ŕ un accordo contro di me - attacca a gennaio 2002 intervistato da Bruno Vespa - Ci sono state almeno 9 riunioni tra pm e giudici, supportati da elementi esterni. Se questo processo venisse trasferito a Brescia, che sarebbe il tribunale competente, probabilmente il clima sarebbe completamente diverso, e il processo avrebbe la sua normale strada''. La difesa in aula ricorre ad ogni arma: dalla richiesta di sospensione a quella di annullamento, dall'istanza di ricusazione all'eccezione sollevata dopo la conferma del giudice Brambilla.

L'iniziativa pi¨ clamorosa, per˛, resta quella dell'8 luglio 2002, quando dopo la pubblicazione di 130 pagine sui processi di Milano sull'organo di Magistratura Democratica, inficiate da "un giudizio colpevolista su fatti che invece devono ancora essere accertati solo ed esclusivamente in sede processuale'' Previti reagisce chiedendo all'Associazione Nazionale Magistrati l'elenco dei giudici iscritti a MD, scatenando vibranti proteste dei magistrati e polemiche politiche senza fine. Impermeabile ma tutt'altro che indifferente ad ogni attacco, Previti reagisce con rabbia quando Repubblica anticipa stralci di un rapporto del Sisde che rivela: Previti Ŕ nel mirino della mafia insieme al collega di Forza Italia Marcello dell'Utri. A settembre 2002 Previti si ripresenta in aula nell'altro processo che lo vede imputato, quello per l'affaire IMI-Sir
 
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